Salta navigazione
FAENZA IN MANO
[t] Apri la barra con i tasti di accesso   [x] Nascondi la barra con i tasti di accesso   [1] Contrasto normale   [2] Contrasto elevato   [3] Testo medio   [4] Testo grande   [5] Testo molto grande   [n] Vai alla navigazione principale   [p] Vai al contenuto della pagina   [h] Home page

Contenuto principale

Clemente Conti

Cospiratore morto a Sapri nella spedizione di Carlo Pisacane

CLEMENTE CONTI 

Nasce a Faenza nel 1828 da una famiglia di modeste condizioni economiche. Nel 1854 risulta nelle carte di polizia di professione vetturale, coniugato senza figli e, soprattutto, cospiratore repubblicano. Come tale viene arrestato, con altri quaranta faentini, nella notte del 30 gennaio e trasportato in carcere a Roma con altri definiti  “sanguinarj di prim’ordine”. Da Roma poi sarà, con altri sudditi pontifici, faentini in particolare, deportato negli allora lontani Stati Uniti d’America. Non è certo difficile immaginare una vita stentata a New York per questi deportati, poveri, all’oscuro della lingua e, soprattutto, vessati in mille modi dagli irlandesi che sono all’epoca la minoranza etnica più consistente in quella città e papisti a tutta prova. La sua relegazione in quel continente tuttavia non dura a lungo poiché pochi anni dopo è a Genova fra gli esuli politici dello stato pontificio dove non pochi sono i faentini. Ed è proprio un altro esule faentino, Filippo Pezzi, a trovargli un lavoro da operaio presso una ditta francese che commercia in guano con il Perù a San Pier d’Arena. Ma a Genova Clemente Conti non si limita a lavorare ed è spesso dall’altro esule Raffaele Pasi per discutere di politica e di rivoluzione e per chiedere insistentemente che non ci si dimentichi di lui appena arriverà il momento dell’insurrezione. 
Non appena Carlo Pisacane, combattente della Repubblica Romana, teorico della guerra per bande e di sentimenti socialisteggianti, organizza la sua spedizione con l’intento di sbarcare in Calabria e provocarvi un’insurrezione Conti è con lui. La spedizione parte con la nave «Cagliari» ed il 25 giugno 1857 sbarca a Sapri. Dopo avere sostenuto un primo vittorioso scontro con un distaccamento di gendarmi borbonici e di guardie urbane gli insorti si dirigono verso l’interno sempre con l’intento di far insorgere i contadini calabresi, ma a Padula si scontrano con una colonna di circa mille soldati borbonici ed hanno la peggio riportando la perdita, fra morti e feriti, di una quarantina di uomini. Ritiratisi per riorganizzarsi a Sanza gli insorti sono nuovamente attaccati non solo dalle truppe borboniche, ma anche da quegli stessi contadini che essi cercavano di fare insorgere e che sono invece aizzati contro di loro, dipinti some diavoli, dai sacerdoti della zona. Ed è a Sanza che Clemente Conti viene barbaramente ucciso vicino a Nicotera, che, ferito, arrestato, condannato a morte, graziato, sarà poi liberato dal carcere da Garibaldi ed diverrà infine ministro del Regno d’Italia.

(testo di Antonio Drei)

Collegamenti a Social Networks