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Ai Pii Benefattori

Corso Mazzini, 72. Palazzo delle Opere Pie, a destra del portone centrale.

V15.jpg

Lapide in marmo contornata da larga cornice in marmo scuro. Discreto lo stato di conservazione, la parte bassa necessita di una pulitura.

AI PII BENEFATTORI.
Seguono su due colonne i nomi dei benefattori delle singole Opere Pie:
OPERA PIA ELEMOSINIERA
OPERE PIE PER DOTTI E STUDI
OPERE PER ORFANI ABBANDONATI
RICOVERO DI MENDICITA’
(più in basso sulla cornice):
LA CONGREGAZIONE DI CARITA’
1899

La congregazione di Carità fu istituita con decreto del Regno d’Italia napoleonico per amministrare tutte le opere di carità e assistenza, tra le atre quelle indicate nella lapide. L’opera Pia Elemosinerai unì i beni e le prerogative delle Confraternite di S.Gregorio e di S.Giovanni Decollato.
Le origini della confraternita di S.Gregorio Magno o dei poveri vergognosi risalgono al sec.XVI. Doveva soccorrere in modo speciale le famiglie nobili decadute in seguito in seguito a rivolgimenti politici o cattiva amministrazione dei beni famigliari. Amministrava anche un patrimonio particolare per sovvenire studenti in difficoltà e ragazze povere per il matrimonio o monacazioni. Era composta da dodici confratelli ed aveva la sede presso la Cattedrale.
La Confraternita di S.Giovanni Decollato o della Morte, del sec. XVI, assisteva i carcerati ei condannati a morte, dei quali seppelliva i cadaveri; distribuiva viveri e denaro ai poveri. Assisteva gli ammalati distribuendo medicine che preparava nella sua farmacia. Aveva il privilegio di liberare un condannato a morte nel giorno di S.Giovanni.
Il ricovero di Mendicità Morri Abbondanzi fu aperto nel 1897 per ospitare i poveri abbandonati o invalidi della città e dei borghi. Ebbe sede nell’antico monastero di S.Umiltà in via Pascoli, poi in Viale Stradone.
Nella lunetta sopra la lapide si vedono con lo stemma di Faenza, gli emblemi della confraternita della Morte, la testa recisa di S.Giovanni e quella di S.Gregorio, l’immagine del santo pontefice che fa l’elemosina ai poveri.

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